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LA NOSTRA STORIA – 2° capitolo

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GLI ESORDI

ALLA CACCIA DI ATTREZZI

E’ questo, dunque, il contesto più ampio nel quale anche don Passamonti e Peppino Colombo promuovono la fondazione di una società ginnastica. L’idea dei due è buona e comprensibile. Ma come mandarla avanti?

Fare ginnastica è ben più complicato che correre a piedi o in bicicletta. Occorre una palestra e a questo si può provvedere con le strutture oratoriane. Ma gli attrezzi? Per questi si deve iniziare una vera e propria caccia, sfruttando tutte le possibilità vere o presunte che siano.

Ricorderà ancora Colombo: “Abbiamo cominciato cercando gli attrezzi della Pro Legnano sparsi nelle varie caserme della città e quanto rimaneva nella cantina della palestra di via Pontida, sede della Pro Legnano. Di questi periodi mi ricordo i trasporti di materiale per le vie di Legnano con un carretto a mano e una persona umile e generosa, il sig. Piazza Paolo, che ci ha permesso di rifare la copertura in pelle dei cavalli con maniglie”.

Altri documenti custoditi tra le carte della società rimandano concretamente l’immagine della povertà del tempo, ma anche della dignità con cui i fondatori affrontano una per una le necessità materiali.

Ad esempio l’11 ottobre 1945 parte una lettera indirizzata alla Direzione della Franco Tosi (e per conoscenza al CLN aziendale): “Ci rivolgiamo a codesta Spett. Direzione per chiedere che ci venga costruita una sbarra per ginnastica destinata alla palestra dell‘Oratorio di Legnanello. Ci permettiamo far notare che la nostra Società ginnastica è priva di colore politico ed è la prima che viene costituita in Legnano dopo la guerra. Fra i membri di questa società ci sono numerosi dipendenti della Tosi”. Il 31 ottobre seguente la Tosi risponde positivamente e – non dando forse troppo peso a quella direzione di “apoliticità” – invia alla Sezione democristiana legnanese allora sita in via Novara una “sbarra per ginnastica in 5 pezzi, completa con 4 tendifune, 4 ganci e 4 funi metalliche con ganci”.

Nel maggio 1946 la Perseverant fa richiesta alla direzione delle scuole elementari per poter avere in prestito un tappeto per ginnastica situato nella palestra delle scuole Cantù.

Il 5 luglio 1946 sono infine ricevuti dal cav. Antonio Lombardini due cavalli, una sbarra, un paio di anelli con funi, una fune per arrampicata, 3 parallele e altro.

Si tratta – come già abbiamo detto – di strumenti precedentemente usati dalla società ginnastica Pro Legnano, attiva prima della guerra e ora non più esistente. La sua sede in via Pontida (attualmente occupata dalla Croce Rossa) è anzi utilizzata dall’associazione dei partigiani, l’ANPI. Lo stesso Antonio Lombardini viene nominato direttore tecnico della Perseverant: è lui che deve garantire la qualità della ginnastica insegnata ed è a lui che la neonata società chiarisce che gli allenamenti devono avvenire “senza interruzione nei giorni di mercoledì e venerdì sera e alla domenica mattina”.

Nei primi mesi e anni di attività la Perseverant riesce a sopravvivere grazie ai piccoli aiuti – per lo più in natura – che industriali legnanesi si convincono a dare. Per fare i materassini si chiedono e si ottengono dalla ditta Barlocco Augusto 205 kg. di cascami di cotone. Aiuti vengono anche dalla Agosti, dalla Mocchetti, dalla Fonderia Giudici, dalla Pensotti.

Sul finire del 1947 si ricevono 30 mila lire di contributo federale e la presidenza della Perseverant stabilisce di usare la somma per la “messa a punto delle divise sociali” in vista del concorso internazionale ginnico che si terrà a Venezia.

Con il 1948 iniziano ad arrivare anche piccoli contributi pubblici: in quell’anno il sindaco di Legnano concede infatti diecimila lire di sussidio.

Intanto nel novembre 1947 la Perseverant è entrata in possesso di altri attrezzi, tratti dalla ex-palestra di via Pontida e consegnati dall’ANPI: un armadio, quattro piantane per sbarre, due coprisbarre, tre bilancieri, due stagge e un basamento per il salto con l’asta.

Con queste risorse la società non può certo permettersi l’assunzione di addetti alle pulizie o agli spogliatoi. Sono gli stessi atleti che devono darsi da fare – secondo turni prefissati per la pulizia, il riordino e la manutenzione della palestra e degli attrezzi. Il tutto, va da sè, in un ambiente povero e privo persino di riscaldamento (come del resto succede allora in tutti gli oratori e nelle stesse chiese): nel salone-palestra di Legnanello una stufetta a legna serve nei mesi invernali più che altro per dare un pò di tepore al momento di cambiarsi oppure per riscaldarsi le mani prima di iniziare un esercizio. Impossibile pensare di scaldare un intero salone!

Ma non sono questi gli unici problemi: intanto il pur ampio salone dell’oratorio – concepito per rappresentazioni teatrali – non è perfettamente in piano; per di più va condiviso con altri gruppi che sono nati in quel clima di fervore postbellico su cui abbiamo insistito.

Su quegli esordi faticosi e tanto poveri vale dunque la pena di rileggere una bella testimonianza resa anni dopo da un legnanese (o “legnarellese” secondo le sue stesse parole) diventato nel frattempo illustre, Felice Musazzi: “Quanto tempo è passato da quando ci contendevamo quei pochi metri di salone, ottenuti ammucchiando le poltroncine, gli uni per disporre gli attrezzi da ginnastica, gli altri per fabbricare scenari ed altri per l’ allestimento scenico di commedie e di riviste. Alcune volte eravamo costretti per forza di cose a fare disordine dove era stato meticolosamente pulito dai ginnasti, spesso la pazienza degli uni e degli altri rendeva possibile la coabitazione, alcune volte invece scoppiavano i temporali tanto più violenti quanto più era importante la manifestazione alla quale si stavano preparando i due gruppi. Erano litigate fatte con molta passione e ci hanno lasciato un buon ricordo anche quelle. Perseverant e Compagnia dialettale Legnanese sono nate sotto lo stesso tetto. Hanno fatto strada tutte e due ed io mi auguro che ne facciano tanta ancora”.

Fin dagli inizi la Perseverant si preoccupa di entrare nel giro ufficiale delle società sportive. Dato l’ambiente cattolico d’origine, si prendono anzitutto contatti con il Centro Sportivo Ambrosiano, che è un’emanazione del Centro diocesano per l’educazione cristiana della gioventù ed è diretto da don Enrico Corbella.

È nell’ambito del CSA che si svolgeranno le prime gare della Perseverant, i cui dirigenti non intendono peraltro restare chiusi entro un orizzonte confessionale e anzi ottengono l’affiliazione alla Federazione Ginnastica Italiana (FGI) in data 8 novembre 1946.

Ciò complica i rapporti con i dirigenti del CSA: merita di essere ricordata a distanza di anni la bella tirata d’orecchi che nel luglio 1947 il presidente della Perseverant si prende da don Corbella, pur nel riconoscimento del valore dei suoi ginnasti: “Ho visto la tua squadra ginnastica lavorare a Melegnano. Molto bene. Il maestro mi ha fatto ottima impressione. Permettimi però di osservare: vedo che vi siete iscritti alla Federazione Ginnastica. Non me ne avevate domandata autorizzazione come era vostro dovere”. Il rimprovero si spiega con il fatto che in quel momento sono in corso delicate trattative tra CSA e FGI per regolare i reciproci rapporti.

Ma la scelta della Perseverant è obbligata se si vuole davvero fare ginnastica ad alto livello.

nell’immagine: Prestigioso trofeo in legno massiccio raffigurante “il discobolo” vinto a Meda nel 1947 (per ingrandire l’immagine cliccarci sopra)

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